Natale Handmade (in Italy)

Dicembre: freddo, nebbia, tramonto ad un’ora vergognosa. Ma anche (e soprattutto): neve, cieli limpidi ed aria frizzante, Natale e regali!

Amo fare io stessa dei piccoli pensieri natalizi per i miei amici, ma non è sempre possibile produrre da sé tutti i doni. Si possono però trovare molte idee per regalare qualcosa di più di un semplice oggetto, qualcosa di unico, creato con passione e cura da piccoli business  (da scoprire e sostenere!). Eccone alcuni:

1. Pretty in Mad: Stoffe con fantasie meravigliose e vegan leather per delle clutch, pouches e kindle case meravigliosi! È ai primi posti della mia wishlist. Sento quasi una necessità fisica di possedere queste meraviglie.

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Le creazioni di Erika le trovate su bigcartel.

Instagram: prettyinmad

Facebook: Pretty in Mad

2. My#selfie: Mollete vintage in legno dipinte a mano con una storia da raccontare: la tua. Perché Rita, che si definisce “Ambasciatrice creativa di Unicità”, le personalizza. Le trovo adorabili! A pensarci bene, per rappresentarmi me ne servirebbe più di qualcuna, a seconda dell’umore, della giornata, della stagione (purtroppo, per quanto riguarda l’analisi di se stessi,  non ho il dono della sintesi).

Instagram: ritabe_faccioedisfo

Facebook: Faccio e Disfo

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3. The Wool Cottage: Quando ero bambina e volevo fare un regalo al mio babbo, mamma mi forniva di un paio di calzini (a volte fazzoletti, ma i calzini servono sempre).  Quelli di Daniela sono bellissimi. Sono giustificata se seguo anche quest’anno il consiglio di mamma?

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I  suoi guanti  risolvono perfettamente l’annoso conflitto tra me e questo accessorio: mani al caldo senza la perdita del tatto. E con stile.  Li trovate su etsy

Facebook: The Wool Cottage

Instagram: dani_ella82

4. L’officina del papillon: Angela ed Omar “interpretano il classico farfallino come accessorio come accessorio di moda in continua evoluzione sperimentando nuove forme e nuovi materiali“.

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Questi ed altri papillon sul loro shop su etsy.

Instagram: Officinadelpapillon

Facebook: Officina del Papillon

5. Gusto menta: Silvia e Federica amano i pastelli ed i fiori. I loro graziosissimi articoli di cancelleria mescolano modelli vintage con un tocco moderno.

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La cartoleria è un luogo di tentazioni per me. Appena entro e vedo quaderni, taccuini, agende impazzisco: mi servono tutti. La mia mente riesce ad associare ad ogni oggetto di carta una funzione specifica ed urgente. Inutile dire che queste meraviglie le trovo necessarie: non credo potrò pensare ad un nuovo progetto senza queste schede.

6. BottegaKrua: Arianna crea piatti e ciotole in ceramica raku e maiolica.

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Andate a dare un’occhiata al suo shop.

Facebook: bottegakrua

7. IreneAgh: Il mondo di Irene è popolato da disegni buffi e personaggi curiosi. Cartoline, cover per telefoni, biglietti di auguri e spille colorati e felici.

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Buono shopping!

Oh divano, mio divano!

All’inizio era semplicemente una questione di decoro: il pouf coordinato al divano era stato sfregiato in modo irreversibile e permanente dai miei nipotini in uno di quegli slanci artistici che solo un pennarello indelebile nero sa far nascere.

Lo scempio è stato per anni occultato con tele di vario colore e consistenza che, pur assolvendo in modo adeguato al loro compito, non si combinavano per nulla né con il divano né con il salotto. Ho tentato di ignorare per anni quel vago senso di inquietudine che mi procuravano questi abbinamenti casuali, ma alla fine non ce l’ho più fatta.

Ho setacciato il baule della nonna ed ogni scatola o scatolone contenente tessuti per trovare ritagli ed avanzi di stoffa che avessero consistenza e colore adeguati.

E questo è il risultato: un copri pouf patchwork che nasconde egregiamente il danno senza ferire la (mia) sensibilità. 😉

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Ebbene, era una trappola.

Già mentre stavo contemplando e valutando il risultato dell’operazione di rinnovo, mia madre si avvicina di soppiatto. E casualmente mi fa notare come i cuscini stonino ancor di più ora che il pouf ha riacquistato una dignità. Che peccato che il risultato di tanto lavoro ed impegno sia guastato da quegli orrendi cuscini (la trasformazione da cuscini ad orrendi cuscini credo sia avvenuta in pochi secondi).

La trappola ormai è scattata. Inutile tentare la fuga o qualche scappatoia. Decido di riutilizzare gli avanzi dei ritagli di stoffa utilizzati per il pouf, con qualche aggiunta. E riprendo il lavoro di assemblaggio.

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Gli orrendi cuscini sono stati riscattati e rinnovati.

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Ma questa volta non mi sono soffermata nemmeno un istante ad ammirare l’effetto complessivo, in quella stanza ci sono troppe insidie! 😉

I biscotti a pois

Per iniziare questa settimana c’è bisogno di dolcezza. E di un pizzico di allegria.

Proprio per questo motivo ieri pomeriggio ho preparato questi biscotti ‘a pois’: semplici e veloci, perfetti per una dolce pausa che rende più accettabile il lunedì mattina.

Ingredienti

  • 250 gr di farina 00
  • 2 cucchiai da tè di lievito
  • 125 gr di zucchero
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 1 presa di sale
  • buccia grattugiata di 1 limone
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 125 gr di burro
  • marmellata o cioccolato
  • zucchero al velo

Preparazione

  1. Setacciare lievito e farina.
  2. Aggiungere lo zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, la buccia grattugiata del limone.
  3. Aggiungere l’uovo ed il tuorlo.
  4. Mescolare fino a formare un impasto
  5. Aggiungere il burro tagliato a pezzettini.
  6. Impastare il tutto fino ad ottenere una pasta liscia.
  7. Stendere la pasta a sfoglia sottile sulla spianatoia infarinata.
  8. Con uno stampino ritagliare dei dischi.
  9. Sulla metà dei dischi praticare 3 forellini con uno stampino più piccolo
  10. Cuocere per circa 10 minuti in forno preriscaldato a 220°
  11. Una volta raffreddati, cospargete di zucchero al velo i dischi forati.
  12. Disporre al centro dei dischi non forati un cucchiaino di marmellata (o cioccolato) e sovrapporre uno dei dischi forati.

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Con queste dosi dovrebbero risultare circa 25 biscotti.

Per questi biscotti ho utilizzato una marmellata di fragole: la grinta del rosso era quello di cui avevo bisogno.

Buon lunedì!

L’armadio della mamma #3 – La gonna blu

Credo che i colori che una persona preferibilmente indossa siano indicativi del periodo che sta passando. O che almeno ci sia una certa relazione tra la scelta del colore e il modo di porsi nei confronti del mondo.

In quest’ottica potrei riassumere i miei “periodi” più o meno così:

  • 15-18 anni: VIOLA. Ma un bel viola carico, acceso, quasi violento. Certo, ogni tanto poteva comparire qualche lilla, ma posso dire fossero più che altro casi sporadici.
  • 18-22 anni: VERDE. Verde smeraldo, verde acido, verde prato. Il prediletto era il verde oliva o il verde militare, da abbinare con tutto.
  • 22-25 anni: ARANCIONE. Con il verde militare stava benissimo, e poi si è pian piano fatto strada nel guardaroba. Un arancione zucca che si insinuava ovunque, pure tra i collant.
  • 25-27 anni: ROSSO. Essendo una persona sobria, non potrebbe che trattarsi di rosso fuoco. Un amore per lunghi anni represso quello per il rosso: è stato per molti anni il colore dei miei capelli (in ogni declinazione e sfumatura) e questo mi ha sempre fatto desistere dall’indossarlo finché la mia chioma non è tornata del colore originario.
  • 27-30 anni: GIALLO. Estate, sole, calore. Eccolo: un giallo carico. Ho superato con qualche difficoltà le mie perplessità circa l’abbinamento del giallo con il pallore invernale, ma ne è valsa la pena. Un cappotto giallo fa sembrare più sopportabile freddo e nebbia.
  • 30-33 anni: MARRONE. Credo sia stato adottato principalmente per smorzare le tinte forti che hanno contraddistinto i periodi precedenti. E per dare un certo tono, diciamo più adulto.
  • 33 anni-oggi: Ebbene, temo di essere in pieno periodo BLU (come Picasso). Il blu si è fatto strada piano piano, con discrezione. Non l’avevo mai preso in considerazione, considerandolo troppo classico. Ed ora si è imposto.

Non c’è da stupirsi quindi se dall’armadio della mamma ho estratto una gonna blu. Ampia, di lana, direttamente dalla fine degli anni 80. Non sono riuscita a trovare delle foto che documentino questo suo glorioso passato, purtroppo.

Ora è giunto il momento del riscatto per lei.

Insieme ad uno scampolo di lana blu è diventata un abito sbracciato,bon ton, con una cintura a fiocco fatta con la seta di una cravatta.

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Dopo qualche tempo..

Dopo qualche tempo faccio ritorno. Sono stata via per un po’. Ma non in un luogo meraviglioso e selvaggio, sprovvisto di mezzi di comunicazione e connessione alla rete. No, purtroppo no.

Mi sono semplicemente presa del tempo. Per fare valutazioni, per stare un po’ da sola e distante da tutto (per quanto possibile). Per gestire un “momento no” un pochino più lungo degli altri.

L’elaborazione di una crisi. Spesso l’anticamera di qualche cambiamento.

Ma le mie passioni non cambiano. Ed il mio silenzio mediatico non significa che non mi sia data da fare.

Non soltanto sole, mare, lettura, silenzio e riflessioni quindi, ma anche ago, filo, stoffe e nuovi progetti hanno riempito questi mesi.

Dichiaro ufficialmente conclusa la fase eremita, riordino le idee, i progetti, le foto, i sogni ed i fatti e rientro nel mondo. E vado a prepararmi un tè.

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(La bellissima immagine è di Verónica Algaba)

Stay tuned!

Camicetta retrò

La mia casa è piena di stoffe. Ce ne sono dappertutto: nel grande baule della nonna, parcheggiato nel seminterrato, in garage, in scatole e scatoloni nel ripostiglio, in fondo ad uno dei miei armadi. Mancano soltanto in cucina ormai.

A me piace curiosare in tutti questi “nascondigli”. Toccare i tessuti, aprire le pezze e gli scampoli e valutarne un possibile utilizzo.

E ci sono stoffe, come questa, che hanno atteso parecchio prima di trovare il loro destino.

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Ma è giunto anche il suo turno 🙂

Aggirandomi per un mercatino dell’antiquariato, qualche tempo fa, trovai questo cartamodello vintage. Blusa e giacchino. Amore a prima vista.

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Ho scelto di realizzare la blusa.

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Essendo il modello un po’ troppo corto, ho tentato di fare una sorta di mix tra blusa e giacca aggiungendo alla camicetta il cinturino.

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