Se la gonna a palloncino proprio non va

Stavolta si tratta di un incontro di armadi. Il primo ad essere chiamato in causa è il mio. Approfittando del tempo libero dei giorni di festa, mi son dedicata ad una sorta di inventario del mio guardaroba. E qualche sorpresa c’è stata.

Come molte, anche io sogno una grande e luminosa cabina armadio, in cui abiti, maglie, maglioni, maglioncini, canottiere, top, giacche, pantaloni, gonne, scarpe trovino un loro posto. Ordinato. Preciso. Sistematico. Dove puoi vedere tutto ciò che possiedi in fatto di abbigliamento. Evitando così spiacevoli inconvenienti. Come, ad esempio, inaugurare la primavera con una disperata ricerca di un paio di scarpe rosse e un conseguente sudato acquisto. E “scoprire” di aver già un paio di scarpe rosse. (Non proprio uguali uguali.. ma in fondo son ballerine.)

Episodi come questo mi hanno spinta ad esplorare l’armadio, in vista di qualche acquisto (complici i saldi di fine stagione), ed a trovare un gonna a palloncino abbandonata da anni.

Credo sia frutto di uno di quei raptus in cui devi assolutamente comprare qualcosa da indossare per la notte di san Silvestro. Per andar dove non si sa. Ma devi avere un abbigliamento adatto. E la scelta è quasi sempre infelice: non mi son mai vista bene con una gonna a palloncino.

Prima di scartala e farla passare a miglior vita ho deciso di darle un’ultima possibilità (la bontà Natalizia..)

E qui entra in scena il secondo armadio: quello del babbo. Ricordavo un completo ormai molto datato in Principe di Galles. La gonna incriminata è nera, con un alto elastico in vita ed un fiore, anch’esso nero.

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Ho aggiunto quindi alla gonna un semplice corpino in Principe di Galles, rifinendo lo scollo e gli incavi della maniche con del nastro di raso nero. Al fiore ho applicato dei nastri a richiamare il corpino.

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7 pensieri su “Se la gonna a palloncino proprio non va

  1. Ciao, bel blog il tuo! Diciamo che ti invidio! I miei nonni erano sarti e all’epoca in cui lavoravano erano famosissimi nella città poichè erano i migliori. Nello specifico mio nonno cuciva abiti da sposa. Mia nonna invece si occupava di abiti più semplici e di vendita di merceria. Mia madre non ha preso lo spirito della sarta, non sa neanche infilare un filo nella cruna di un ago, ma a me, un pò nel sangue è rimasto il gene del cucito. Però, nonostante abbia tre macchine da cucire, di quelle antiche “singer”, non sono mai riuscita a farne funzionare una, e continuo a ricamare con ago, filo e dita sempre più punzecchiate.
    cmq volevo farti i miei complimenti. adattare un completo maschile su una gonna a palloncino, non è da poco!

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    • Grazie mille 🙂
      Anche tu hai un po’ della mia invidia, per i tuoi due nonni sarti. Io ho sempre visto mamma e nonna alle prese con ago e filo, ma per lo più impegnate in lavori di riparazione o simili. Non so che darei per poter avere a disposizione qualcuno con esperienza per poter chiedere consigli, suggerimenti o per apprendere qualche trucco del mestiere!

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