Perdersi in un bicchier d’acqua: i biglietti da visita

Il sottotitolo potrebbe essere: Come una questione apparentemente semplice può far perdere il sonno.

I biglietti da visita non sono di per sé complicati. Ci son delle regole (dimensioni), delle opzioni (orientamento orizzontale o verticale, rettangolari o quadrati) ed un testo (fatto di dati, e sono i tuoi dati).

Una volta prese le decisioni su forma ed orientamento, il gioco dovrebbe essere fatto.

E invece no! Ecco che si presentano una miriade di scelte. Minuscole, apparentemente insignificanti, ma che possono veramente fare la differenza (su che cosa poi, non è ben chiaro).

Anche il campo dei dati personali inizia a rivelare delle trappole:

  • Font
  • Colore
  • Dimensione
  • Allineamenti
  • Grassetti e corsivi

E poi: illustrazione sul retro oppure no, logo (sarebbe da studiare), palette di colori, il messaggio da comunicare, coerenza di valori..

Dopo vari tentativi inutili (ed un po’ frustranti) di cimentarmi con gli strumenti di chi fa il grafico per mestiere (ad ognuno le sue competenze, prometto che non lo farò più) ho deciso di dare una chance ai siti che propongono dei template: Moo mi ha salvata.

Indecisione fino alla fine, ma ne ho finalmente scelto uno: calze rosse e vestitino 🙂

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4 pensieri su “Perdersi in un bicchier d’acqua: i biglietti da visita

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